Il lupo è tornato
Una decina di anni fa fece un certo scalpore la foto di due lupi tra le brughiere di Stupinigi.
Pubblicata da un quotidiano torinese e ancora in circolazione sul web si scoprì poi che in realtà erano due esemplari di cane lupo cecoslovacco, domestici, in compagnia del relativo padrone anche se abbastanza simili ai loro “cugini” selvatici.
Comunque sia, a forza di gridare “al lupo, al lupo”, infine a Stupinigi questo c’è arrivato per davvero. Diciamo piuttosto che si tratta di un ritorno, perché la presenza dei lupi nei boschi intorno alla Palazzina era ampiamente documentata fino all’Ottocento. Completamente estinto nel secolo scorso, si è rifatto ufficialmente vivo nella primavera del 2021, anche se si era già registrato qualche sporadico avvistamento, non pienamente confermato, sin dal 2019. Quest’anno altre segnalazioni sono pervenute in una zona del parco in territorio di Candiolo.
Qualcuno sostiene che il periodo di lockdown abbia favorito il riavvicinamento dei lupi nelle zone di pianura, in prossimità delle aree urbane. Nelle vallate alpine erano presenti ormai da qualche decennio, provenienti dagli Appennini (dove non si erano mai estinti). Negli ultimi mesi si sono moltiplicato gli avvistamenti nella collina tornese con qualche episodio di attacco a greggi e ad altri animali domestici.
Secondo alcuni dati, che però risalgono al 2018, in Piemonte sono stati censiti almeno una trentina di branchi e circa 200 esemplari. È bene però specificare che per quanto riguarda Stupinigi i recenti avvistamenti sono stati sporadici e si riferiscono ad esemplari in transito, non stanziali. Difficilmente un branco di lupi troverebbe nel parco cibo sufficiente, in ogni caso l’area è ancora eccessivamente antropizzata e la presenza dell’uomo lo disturberebbe parecchio.
Il lupo normalmente vive in branco, ma una volta raggiunta l’autonomia si stacca dalla famiglia di origine e va in cerca di nuovi territori di caccia percorrendo talvolta centinaia di chilometri, per aggregarsi ad un altro branco o formarne uno nuovo. Il fenomeno si chiama “dispersione” e in questa fase appunto non è raro avvistare esemplari isolati al di fuori di territori in cui i lupi vivono abitualmente.
“Il territorio del parco costituisce un’area tranquilla in cui i lupi possono sostare qualche giorno prima di riprendere il cammino durante il periodo di dispersione - informano i guardiaparco di Stupinigi - Secondariamente questa presenza in pianura ci suggerisce che, come confermano gli studiosi, il lupo occupa sulle Alpi tutti i territori vocati (quelli in cui può vivere): ciò significa che le montagne sono occupate da territori di branchi stabili e che sono aree off-limits per i giovani che, entrando in aree già occupate da un branco, rischierebbero di essere uccisi”
È difficile che a qualcuno venga in mente di provare a seguire un lupo o ad avvicinarlo per esempio lanciandogli del cibo. Comunque sia è meglio precisare che i lupi restano animali selvatici pericolosi e che occorre subito allontanarsi anche nel caso in cui dovessimo trovarne uno ferito: “non dobbiamo avvicinarci, ma premurarci di allertare il personale specializzato; al numero 112 possiamo farci passare il servizio di emergenza veterinaria che agirà per il meglio”.
L.A.