Tre anni fa il Covid in città
“Gentile redazione di Nichelino Comunità, mi permetto di evidenziare alcuni suggerimenti per la prevenzione dell'epidemia Coronavirus…”
Questa mail al giornale arrivò sabato 1° febbraio 2020 ore 23,50. Era del dott. Gianni Zuccheri, medico oculista, preoccupato per quanto sarebbe potuto accadere anche a Nichelino… Qui il messaggio venne preso seriamente, ma non più di tanto. In effetti i telegiornali da qualche giorno avevano cominciato a parlare con insistenza del Covid in Cina, ma il pericolo in Italia non pareva così imminente e in effetti il primo caso ufficiale fu registrato solo il 21 febbraio a Codogno in Lombardia.
In realtà il dott. Zuccheri aveva visto giusto descrivendo per filo e per segno uno scenario, fino a un mese prima inverosimile, che di lì a poco si sarebbe materializzato con tanto di mascherine, gel disinfettante, distanziamento sociale e quant’altro.
All’epoca del primo lockdown (8 marzo 2020) a Nichelino i casi di Covid accertati furono poco più di 200 (ma all'epoca si facevano pochissimi tamponi). Nel novembre 2020, seconda ondata, la curva toccò quota 1.035. La terza ondata nel marzo 2021 arrivò a 500. Nella nostra città il picco di positivi (2.326) venne però raggiunto il 22 gennaio 2022, ma a quel punto la variante del virus risultava già indebolita e il dato statistico va letto tenendo conto del fatto che in quel periodo i tamponi effettuati furono tantissimi.
L’ultimo dato dell’osservatorio regionale riferito a Nichelino porta la data del 5 gennaio 2023 con 420 casi. Il portale web ora è stato disattivato, a seguito delle nuove direttive ministeriali sulle modalità di conteggio dei casi Covid.
La pandemia è finita? Chissà. È certo però che i problemi nei pronto soccorso e negli ospedali restano.